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68ª edizione





30.03.2016
JUVENTUS, IL NONO TRIONFO VALE L'AGGANCIO AL MILAN
Juventus - Palermo 3-2
 
Reti: 14' pt. Kastanos (J), 28' La Gumina (P), 34' Vadalà rig. (J), 37' La Gumina rig. (P); 35' st. Di Massimo rig. (J).
 
JUVENTUS (4-3-3): Del Favero; Lirola, Blanco Moreno, Severin, Coccolo; Macek (26' st. Di Massimo), Bove (26' st. Didiba), Cassata; Kastanos, Vadalà, Morselli (16' st. Toure). (A disposizione: Vitali, Consol, Eleuteri, Zappa, Pozzebon, Beruatto, Dieye, Parodi, Tamba M'Pinda). All. Grosso.

PALERMO (3-5-2): Marson; Punzi (26' st. Toscano), Tafa, Maddaloni; Dalia (1' st. Bonfiglio), Costantino (36' st. Grillo), Ferchichi, Santoro, Giuliano; La Gumina, Lo Faso. (A disposizione: Di Cara, Di Franco, Palmisano, Plescia, Pirrello, Pane, Gattabria, Tramonte, Maniscalchi, Tramonte, Formisano). All. Bosi.

Arbitro: Valeri di Roma 2 (assistenti De Luca di Pescara e Vuoto di Livorno).

Note: spettatori 2500 circa di cui circa 1700 paganti. Incasso circa 34mila euro. Presenti in tribuna Andrea Abodi, presidente della Lega B, Fabio Paratici, direttore sportivo della Juventus, Manuel Gerolin, direttore sportivo del Palermo, Fabio Bresci, presidente del Comitato Regionale Toscana della Figc, Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio, Massimiliano Maddaloni. Ammoniti Macek, Cassata (Juventus), La Gumina, Bonfiglio (Palermo). Angoli 6-6. Recupero 0' pt. e 3' st.

 

VIAREGGIO. La vittoria del cuore. E della freddezza dagli undici metri. La Juventus supera il Palermo (3-2) e conquista la sua nona Viareggio Cup (nel 2012 l'ultimo trionfo), raggiungendo il Milan nella speciale graduatoria delle squadre più titolate.
Una finale entusiasmante, sempre vibrante e mai banale: tre rigori, cinque gol, mille emozioni. E lo striscione a sostegno della famiglia di Giulio Regeni - il giovane barbaramente ucciso in Egitto - tenuto dai due capitani. Un'iniziativa, quella del Centro Giovani Calciatori, apprezzata dal pubblico presente.
Nel 4-3-3 disegnato da Grosso, gli attaccanti scambiano continuamente le posizioni per non fornire punti di riferimento alla difesa di un Palermo che scende in campo con lo stesso undici che aveva battuto l'Inter in semifinale.
Juve che trova il gol del vantaggio alla prima occasione: al 14' Macek sfonda sulla destra, appoggia per Kastanos che con una finta in piena area si libera di Tafa e con un sinistro letale supera Marson. Il Palermo non riesce a rispondere immediatamente. Ci prova Santoro con un destro a giro dal limite (21'), ma la mira è difettosa.
Il portiere Marson evita il peggio bloccando una conclusione di Vadalà, poi il Palermo sigla l'1-1 con La Gumina, che approfitta di un'errata respinta di Del Favero sul bolide da fuori area di Costantino. Il portiere bianconero è in evidente difficoltà pure sul tentativo del fantasioso Lo Faso, se la cava però in extremis.
In un momento particolarmente complicato, la Juventus si riporta in vantaggio con Vadalà che al 34' realizza un penalty concesso dall'arbitro Valeri per l'intervento falloso di Giuliano su Macek, col centrocampista bianconero bravo a recuperare un pallone che il laterale del Palermo voleva accompagnare sul fondo.
A ridosso dell'intervallo altro capovolgimento: Ferchichi suggerisce per lo scatenato La Gumina, spintonato inutilmente da Severin. Anche stavolta Valeri indica senza indugi il dischetto: lo stesso attaccante sigla il 2-2. Nono gol nell'edizione 2016 della Viareggio Cup, dodicesimo in due edizioni.
Ad inizio ripresa il Palermo si presenta con uno schema tattico diverso: Bosi accantona il 3-5-2 e passa al 4-3-3, inserisce Bonfiglio (autentica spina nel fianco della difesa bianconera) al posto di Dalia. Nel secondo tempo è proprio la squadra rosanera a confezionare le occasioni più nitide: Del Favero si riscatta quando è chiamato agli straordinari sui tiri di Bonfiglio (due), Lo Faso e La Gumina. Interventi provvidenziali che salvano una Juve che appare in evidente affanno. Nelle gambe e nella testa.
Eppure i bianconeri di Grosso rischiano di portarsi avanti per la terza volta con la conclusione acrobatica di Vadalà, disinnescata da Marson con un prodigio da applausi. Al 35', altro rigore per la Juventus: Di Massimo penetra e viene steso da Santoro in area. Lo stesso attaccante va sul dischetto e realizza con freddezza il 3-2.
Il Palermo si riversa in avanti alla ricerca del terzo aggancio che non riesce però a trovare. Pur soffrendo, la Juventus conserva il vantaggio sino al termine e può così lasciarsi andare ad una gioia irrefrenabile per un trionfo maturato nonostante le assenze di Audero, Romagna, Favilli e dell'infortunio a torneo in corso di Clemenza. Merita di essere raccontata la favola del Palermo, squadra tutta italiana nella quale sono emersi, oltre ad un fortissimo senso di appartenenza ai colori rosanero, talenti destinati a sbocciare, quali Marson (miglior portiere) e soprattutto La Gumina (capocannoniere e ottavo "Golden Boy").

 

 




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